ALBERTO BOCCARDI/LAWRENCE ENGLISH LP 12″

OUT on frattonove records Alberto Boccardi/Lawrence Englis (2013, LP 12″)

Recorded an Mixed by Lorenzo Monti, Gianmaria Aprile, Lawrence English. Mastered by Lawrence English

The idea of the split comes from the recording sessions in the summer of 2012 that Alberto realized with the chorus of classical and contemporary music Antonio LaMotta. Alberto sends Lawrence all the material leaving him complete freedom in manipulation. In A side Alberto develops a path in three movements, where each part is independent but at the same time connected to the others; the sequence evolves as inevitable. Lawrence said about his tracks: “This is what I’d like to think of as Land Music. Perhaps sharing something with the perspective scale of Land Art, in which a massing of micro elements create a marco feature, these small sounds when transformed etch out contours and long envelopes of shape across the air. The pieces breathe with a kind of uneasy familiarity. Sounds of the human world and the natural world co-exist at equal states of transformation.”

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SENTIRE ASCOLTARE REVIEW: Uno split che vale e significa molto più di una semplice condivisione delle due facce del vinile. In primis, perché mette il nostro Boccardi sul piano di un mostro sacro del calibro di Lawrence English; in secundis, perché dimostra se ancora ce ne fosse bisogno lo spessore della scena ambient/elettronica/elettroacustica italiana; infine, perché non di semplice split si tratta, quanto di lavoro d’insieme (e nello stesso tempo, individuale).

Tutto nasce dalle fonti sonore curate da Boccardi per il progetto, ambizioso anzichenò, San Lupo, che il nostro curò l’anno scorso in combutta con altri “nuovi elettronici” come Nicola Ratti e Attilio Novellino: l’elettronica dei tre ad interagire col violoncello di Matteo Bennici e col coro Antonio LaMotta diretto da Davide Mainetti per un set dall’indubbia valenza suggestiva oltre che di possibilità di nuovi affondi sul fronte dell’interazione digitale e non.

Il lavoro in questione vive proprio della rielaborazione o degli echi di quella esperienza. Per Boccardi, manifestandosi in una lunga traccia (Drops, Salt, Ask Me Next Life) in cui l’interazione tra elementi acustici – voci, basso, sax, ecc. – ed elettronici – synth, effettistica varia, ecc. – produce una suite in tre sezioni (che definiremmo moviementi) dal fortissimo sapore visivo/visionario e in cui riecheggia la perizia e l’equilibrio tra le diverse fonti in gioco. Spesso giocati sul crescendo, gli elementi “altri” rispetto alla tradizione di genere sono posti su un piano di diversa calibratura che rende il tutto, e nello stesso tempo, riconoscibile ed alieno: la parte centrale è memorabile in questo senso, tra l’astrazione del coro e le abrasioni elettroniche. Sul lato opposto, il redivivo Lawrence English lavora sul materiale inviatogli da Boccardi per elaborare una traccia in quattro parti (The Rocks That Tear The Ocean) che è una versione altrettanto “fusa” degli elementi in gioco, ma virata più su ambientazioni estatiche e rarefatte in cui il peso del coro viene via via diluito verso ambient sognante e insieme oscura. La risultante è un lavoro di grande spessore che ribadisce la bontà della “scena” italiana, l’accuratezza della ricerca sonora di Boccardi e la lungimiranza della Fratto9.

16 Settembre 2013
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